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Continua lo ShoppingBianco · Erbaluce di Caluso · Piemonte
Erbaluce in purezza proveniente da vigneti su suoli morenici sabbioso-ghiaiosi dell’anfiteatro di Ivrea.
La vinificazione privilegia fermentazioni spontanee e un affinamento sulle fecce fini per circa 6 mesi, volto a preservare tensione e precisione aromatica.
L’Erbaluce di Caluso “Eolga” di Ilaria Salvetti rappresenta l’essenza del vitigno in versione ferma, configurandosi come un manifesto di fedeltà territoriale e rigore stilistico.
Il vino nasce con l’obiettivo di tradurre senza filtri la mineralità dei suoli morenici e la proverbiale acidità dell’Erbaluce, attraverso una gestione enologica improntata a sottrazione e pulizia espressiva.
Il processo produttivo parte da vigneti su declivi morenici a matrice sabbioso-ciottolosa, che garantiscono drenaggio ottimale e una spiccata ricchezza minerale.
La vendemmia è manuale e mirata al perfetto equilibrio tra maturazione tecnologica e fenolica, senza compromettere la freschezza acida.
In cantina la vinificazione avviene interamente in acciaio a temperatura controllata, per preservare l’integrità aromatica ed evitare interferenze del legno sul profilo varietale.
L’affinamento prosegue “sur lie” per diversi mesi, contribuendo a stabilità e struttura senza intaccare la verticalità del vino.
Alla vista si presenta con un colore giallo paglierino scarico, cristallino, con riflessi verdolini che ne evidenziano la freschezza.
Al naso è di estrema pulizia: emergono fiori bianchi campestri, mela renetta, cedro e accenni di erba fienagione, con un’evoluzione verso una nota minerale di pietra bagnata.
Al palato si esprime con grande tensione: l’ingresso è diretto, guidato da una sapidità sferzante e da una acidità citrina che stimola la salivazione.
È un vino che esalta la bevibilità, ma capace di evolvere nel tempo sviluppando una complessità minerale sempre più profonda.
Bottiglie che parlano la stessa lingua.
Eolga, Erbaluce vinificata ferma e secca.
Un vino versatile, fresco e piacevole, ma allo stesso tempo dotato di una buona struttura capace di sostenere anche piatti più complessi.
Da provare con antipasti piemontesi come il vitello tonnato, piatti a base di pesci d’acqua dolce (tinca o persico), risotti alle erbe fini o pesce bianco al sale.