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Savoia, Italia
Il Domaine Blard & Fils si estende su circa 10 ettari nel comune di Les Marches, in Savoia, nel cuore delle denominazioni Apremont e Abymes — due cru nati da una catastrofe geologica: il crollo della falesia calcarea del Mont Granier nel 1248, che creò i suoli argilo-calcari ricchi di silex su cui crescono oggi alcuni dei bianchi alpini più interessanti di Francia.
Il domaine è condotto da Jean-Noël Blard e dal figlio Thomas, quinta generazione di una famiglia radicata in questo territorio da oltre un secolo. Thomas, formatosi professionalmente in Champagne, si è affiancato al padre dal 2008 portando un rigore tecnico che si riflette nella gamma degli spumanti — oggi considerati tra i più convincenti del Crémant de Savoie AOP — e avviando la conversione biologica dell'intero patrimonio viticolo.
I cépages coltivati sono quelli autoctoni savoyardi per eccellenza: Jacquère, Altesse, Malvoisie e Pinot Noir. La filosofia produttiva è semplice e radicale: ogni vitigno, ogni parcella e ogni esposizione merita una cuvée propria. Il risultato è una gamma di 15 etichette che mappano il territorio con precisione cartografica, spaziando dai bianchi secchi e minerali agli spumanti di struttura, fino ai rossi e alle cuvée in regime nature.
La storia del Domaine Blard & Fils inizia nella prima metà del Novecento, quando Pierre e Georgette Blard — come la grande maggioranza delle famiglie rurali savoyarde — conducevano un'azienda policolturale che affiancava alla vigna i cereali, il bestiame e il lavoro stagionale. La vite era allora una coltura accessoria, coltivata in piccole parcelle attorno al cellier di famiglia prevalentemente per uso personale, con cépages eterogenei oggi scomparsi come la Verdesse, il Muscat, il Gamay e il Persan.
Fu nel secondo dopoguerra, con l'esodo rurale che svuotava le campagne e imponeva una specializzazione produttiva, che la famiglia Blard scelse definitivamente la viticoltura come attività principale. Pierre Blard avviò la trasformazione acquistando e affittando parcelle abbandonate, reimpiantando i filari e modernizzando la cantina. Con la successiva istituzione dell'AOC Vins de Savoie nel 1973, il domaine si concentrò con decisione sui cru Abymes e Apremont, estirpando i vecchi vigneti misti per piantare la Jacquère in purezza — allora come oggi il vitigno identitario di questi due territori.
L'ingresso in azienda di Jean-Noël Blard, formatosi a Beaune, portò una cultura enologica decisamente più strutturata: generalizzò la messa in bottiglia all'origine, diede impulso alla vendita diretta, modernizzò le attrezzature e iniziò a costruire quella solida reputazione gastronomica che oggi contraddistingue il domaine. Fu proprio Jean-Noël a diversificare per primo la produzione introducendo il Pinot Noir negli anni '90, diventando uno dei pionieri di questo vitigno nell'appellation, e a sviluppare i vini spumanti anticipando di fatto i futuri disciplinari del Crémant.
Il cambio di passo generazionale decisivo è avvenuto nel 2008 con l'arrivo di Thomas, figlio di Jean-Noël e quinta generazione della famiglia. Thomas ha portato al domaine un duplice patrimonio di competenze: da un lato l'esperienza tecnica acquisita in Champagne, che si è tradotta in un affinamento qualitativo della gamma effervescente — oggi tra le più serie e convincenti dell'intera AOC Crémant de Savoie, riconosciuta ufficialmente solo nel 2015 — dall'altro una visione agricola contemporanea, orientata alla progressiva eliminazione degli input chimici e alla conversione biologica dell'intero vigneto.
Dal 2015 i diserbi chimici sono stati abbandonati in modo definitivo; i suoli vengono lavorati meccanicamente con interventi leggeri e i trattamenti fitosanitari utilizzano esclusivamente rame e preparati vegetali. Questo percorso rigoroso ha condotto all'ottenimento della certificazione biologica ufficiale negli anni successivi.
In cantina, la filosofia di Thomas si traduce in un'enologia di sottrazione: pressatura soffice, fermentazioni lunghe a temperatura controllata guidate da lieviti indigeni o tramite pied de cuve, affinamento sulle fecce fini in vasca inox per almeno un anno, assenza quasi totale di legno nuovo e solfiti ridotti al minimo o del tutto assenti nelle cuvée in regime nature. Il legno, quando impiegato, è completamente esausto — fusti che hanno perso ogni capacità di cessione aromatica — e viene sfruttato esclusivamente come sottile strumento di micro-ossigenazione per stabilizzare i vini.
La gamma attuale conta 15 cuvée diverse che mappano con estrema coerenza ogni sfaccettatura del territorio savoiardo: dagli Apremont e Abymes classici ai bianchi parcellari di ricerca come la Lébraz, dalle espressioni nature del Face Nord e Face Est ai rosati ramati del Face Sud, fino alla Roussette de Savoie e ai Crémant Brut Alpin e Grand Brut Alpin. Una cantina storica che non ha mai smesso di interrogarsi sul proprio terroir e che continua a evolversi di generazione in generazione.
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