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Ottenuto da uve Nebbiolo (90%), Merlina (5%) e Rossola (5%) selezionate manualmente a fine settembre.
La vinificazione prevede una macerazione di 7–10 giorni in acciaio senza controllo termico e una fermentazione malolattica conclusa a fine inverno.
Il vino affina per 2 mesi in acciaio, seguiti da 12 mesi in barriques di terzo passaggio, ulteriori 12 mesi in botti di rovere da 20 hl e almeno 6 mesi in bottiglia.
Il Maroggia 2021 rappresenta la massima espressione qualitativa dell’azienda Assoviuno, situata nel cuore del comprensorio di Berbenno di Valtellina.
Prodotto sotto la prestigiosa denominazione Valtellina Superiore D.O.C.G., questo vino nasce da un sapiente uvaggio composto per il 90% da Nebbiolo, integrato dalle varietà storiche locali Merlina (5%) e Rossola (5%).
I vigneti, caratterizzati da piante messe a dimora tra il 1950 e il 2015, si estendono su terreni di tipo franco sabbioso a tessitura sciolta con esposizione a Sud e Sud-Est, a un’altitudine compresa tra i 350 e i 450 metri s.l.m..
La viticoltura è improntata a una rigorosa gestione della qualità, con sistemi di allevamento ad archetto valtellinese e Guyot che mantengono una resa contenuta di soli 40 q/ha.
Il processo produttivo inizia con la raccolta manuale e la cernita dei grappoli a fine settembre, seguite da una macerazione di 7–10 giorni in acciaio senza controllo termico e dal completamento della fermentazione malolattica entro la fine dell’inverno.
L’affinamento del Maroggia 2021 segue un percorso articolato e nobile: dopo i primi 2 mesi in acciaio, il vino matura per 12 mesi in barriques di terzo passaggio e prosegue l’elevazione per ulteriori 12 mesi in botti di rovere da 20 hl.
Prima dell’immissione sul mercato, il prodotto affina in bottiglia per un periodo minimo di 6 mesi.
Bottiglie che parlano la stessa lingua.
La sottozona Maroggia è spesso sottovalutata e poco conosciuta, nonostante la sua storicità e l’elevata qualità dei suoi vini.
L’impegno di Matteo Tarotelli di Assoviuno è da sempre quello di valorizzare al meglio questo territorio, di cui i suoi vini rappresentano un vero e proprio emblema.
Al naso si esprime con un bouquet floreale e di frutti rossi, mantenendo un’ottima acidità e struttura al palato, in grado di sostenere anche piatti importanti.
È particolarmente adatto all’abbinamento con paste al ragù di capriolo.