Il tuo carrello è vuoto
Continua lo ShoppingRosso · Nebbiolo · Barolo · Piemonte
Da un vigneto del 1951 ad Annunziata di La Morra, questo Nebbiolo biologico nasce su suoli argilloso-calcarei a 280 m s.l.m..
Vinificato con lieviti indigeni e lunghe macerazioni in tonneau, matura per 24 mesi in barrique vecchie e affina ulteriormente per 24 mesi in bottiglia.
Non chiarificato, è un vino di grande struttura, ideale da servire a 16–18°C.
Il Barolo Riserva del Fico dell’azienda E. Molino è una prestigiosa espressione del cru Annunziata di La Morra.
Prodotto esclusivamente con uve 100% Nebbiolo, questo vino trae la sua forza da una vigna storica piantata nel 1951 su piede Rupestris du Lot, situata a 280 m s.l.m. con esposizione a Est.
Il terroir, caratterizzato da un suolo argilloso-calcareo, è gestito secondo i principi dell’agricoltura biologica e con il sistema di allevamento a guyot classico.
In cantina, la filosofia produttiva punta a preservare l’integrità del vitigno attraverso l’utilizzo di lieviti indigeni.
La vinificazione inizia con una pigiadiraspatura in tonneau aperto, seguita da una macerazione pre-fermentativa a freddo di 7 giorni. La fermentazione con le bucce si protrae per 15 giorni, accompagnata da follature manuali, seguita da ulteriori 15 giorni di post-macerazione.
L’evoluzione del vino continua con un invecchiamento di 24 mesi in barrique vecchie vaporizzate e un successivo affinamento in bottiglia di 24 mesi.
Per preservarne la complessità naturale, il vino non viene sottoposto a chiarifica.
Il risultato è un Barolo di grande struttura, ideale da servire a 16–18°C, perfetto in abbinamento a carni rosse e formaggi stagionati.
Bottiglie che parlano la stessa lingua.
Un Barolo vero, una bottiglia in grado di sfidare il tempo nelle cantine, un vino che resta nella memoria di chi lo beve ed è capace di stupire anche i più grandi appassionati.
La produzione limitata lo rende un unicorno difficile da ammirare, trasformandolo in un’esperienza da degustare nell’immediato e, allo stesso tempo, da lasciare riposare in cantina per apprezzarne la infinita evoluzione.