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Continua lo ShoppingErbaluce di Caluso · Passito · Piemonte
Versione passita dell’Erbaluce ottenuta da uve appassite per diversi mesi, vinificate e successivamente affinate in barrique per 36 mesi.
Il lungo affinamento contribuisce alla complessità aromatica e alla profondità gustativa.
L’Erbaluce di Caluso Passito “Talin”, firmato da Ilaria Salvetti, rappresenta l’eccellenza artigiana del Canavese, sintetizzando in un calice la forza minerale dell’Anfiteatro Morenico d’Ivrea e la secolare tradizione del vino da uve stramature.
Il progetto di Ilaria Salvetti si distingue per un approccio agronomico rispettoso e una visione enologica che privilegia l’equilibrio dinamico rispetto alla mera concentrazione zuccherina.
Il vino nasce da una rigorosa selezione di uve 100% Erbaluce, vitigno autoctono caratterizzato da elevata acidità fissa e da una buccia strutturata, elementi fondamentali per sostenere i lunghi periodi di appassimento.
I grappoli vengono adagiati o appesi manualmente nelle passitaie, dove riposano per circa sei mesi in ventilazione naturale, dando avvio a una disidratazione che concentra gli estratti e sviluppa i precursori aromatici.
Alla vista, il “Talin” si presenta con una tonalità oro antico dai riflessi ambrati, segno di grande pulizia tecnica.
Il profilo olfattivo è un mosaico complesso: note di miele d’acacia e albicocca disidratata si fondono con sentori di frutta a guscio tostata, fichi secchi e scorza d’arancia candita, sostenuti da una sottile trama minerale quasi idrocarburica.
Al palato, il vino mostra il suo equilibrio più profondo: un ingresso caldo e avvolgente è subito attraversato da una lama acida vibrante e citrina, che impedisce ogni dolcezza eccessiva.
Il sorso è così profondo, verticale e di straordinaria persistenza, con un finale sapido e quasi salino che richiama mandorla e spezie dolci.
Il “Talin” non è solo un vino da dessert, ma un raffinato compagno di formaggi erborinati o della pasticceria secca piemontese.
Per complessità e capacità evolutiva, si colloca tra i grandi vini da meditazione italiani, con un potenziale di affinamento in bottiglia di diversi decenni.
Bottiglie che parlano la stessa lingua.
Il passito di Ilaria Salvetti è uno di quei vini che rimane impresso nella memoria.
Complesso e capace di evolvere nel tempo, racconta la storia dell’Erbaluce e della famiglia Salvetti, portando il nome del nonno di Ilaria.
L’abbinamento con formaggi erborinati e pasticceria secca ne esalta ulteriormente i punti di forza.